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15 Ottobre 2020 — Attività dell'OIV

Il vino non deve essere moneta di scambio!

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In occasione di un nuovo episodio della querelle commerciale “Boeing -Airbus” che oppone USA e UE, il direttore generale dell'OIV ha fatto un appello affinché il vino sia escluso dalle misure di ritorsione.

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Lo scorso 13 ottobre, l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha pubblicato la decisione arbitrale sulla controversia relativa alle sovvenzioni concesse alla Boeing, consentendo all’Unione europea di chiedere all’Organo di conciliazione dell’OMC l’autorizzazione a prendere contromisure nei confronti degli Stati Uniti d’America per un valore che non superi complessivamente i 3.993.212.564 USD annuali.

La decisione del 13 ottobre fa eco all’autorizzazione, concessa dall’OMC agli USA un anno fa, di applicare dazi sui prodotti europei per 7,5 miliardi di dollari americani.

Quello in corso è un conflitto che ha avuto inizio 16 anni fa, relativo ad aiuti di Stato ricevuti dai due giganti dell’aeronautica: Airbus e Boeing. Le parti in causa ritengono che non sia possibile compensare il pregiudizio subito nel corso di tale controversia con misure inerenti unicamente alla costruzione e al commercio di aeromobili. Pertanto, è stato loro concesso di imporre sanzioni su altri prodotti. In tal modo è il vino a ritrovarsi moneta di scambio in un conflitto che, di fatto, non lo riguarda se non marginalmente.

Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti d’America lo scorso anno nel quadro della medesima controversia hanno già colpito duramente il settore vinicolo europeo. La decisione del 13 ottobre apre alle due parti diverse soluzioni negoziali. La prima è un’acutizzazione, con nuove misure di ritorsione. Gli USA, in effetti, sono lungi dall’aver raggiunto i 7,5 miliardi di dollari autorizzati lo scorso anno e l’Unione europea ha ora la possibilità di avviare un piano di sanzioni della portata di 4 miliardi di dollari. La seconda via è quella del dialogo e dell’esclusione dei prodotti che non sono direttamente legati al merito del negoziato.

Sebbene questo scontro tra titani riveli l’importanza del vino per alcune economie, l’OIV invita le parti a cogliere questa occasione e a compiere tutti gli sforzi necessari per ristabilire le condizioni necessarie a un libero commercio del vino.

Ricordando che “il settore vinicolo è stato fortemente colpito dalla crisi del Covid-19 in tutto il mondo e che inoltre risente degli eventi legati al cambiamento climatico”, il direttore generale dell'OIV, Pau Roca, ha invitato “a concentrare gli sforzi a tutti i livelli al fine di limitare i fattori di stress e a lavorare per contribuire alla ripresa”.