Vinitaly 2026: l’OIV mette in luce il valore culturale della vite e del vino in una prospettiva globale

13 Apr 2026

A Vinitaly, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, dell’Alimentazione e delle Foreste, ha ospitato una tavola rotonda di alto livello dedicata al riconoscimento del valore culturale della vite e del vino in una prospettiva globale. 

L'evento ha riunito leader istituzionali e rappresentanti del settore per riflettere su una dimensione del vino che va oltre la sua importanza economica.

 

Aprendo la sessione, il Direttore Generale dell'OIV John Barker ha sottolineato che il vino non è solo un prodotto economico, ma un bene culturale radicato in oltre 10.000 anni di storia umana. Ha sottolineato che, in un contesto caratterizzato dall’evoluzione dei modelli di consumo, dai cambiamenti demografici e dalle mutevoli aspettative della società, riconoscere e trasmettere questo patrimonio culturale sta diventando sempre più importante per il futuro del settore. Sono intervenuti in apertura anche il Ministro italiano dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e il Commissario europeo Christophe Hansen.

 

Alla tavola rotonda sono intervenuti David Songulashvili, Ministro dell’Agricoltura della Georgia, e Dragan Glamočić, Ministro dell’Agricoltura della Serbia, che hanno messo in luce le profonde radici storiche e culturali del vino nei rispettivi Paesi, sottolineandone il ruolo nella definizione dell’identità nazionale e del patrimonio territoriale. Dal punto di vista del settore, Marzia Varvaglione, Presidente del Comité Européen des Entreprises Vin (CEEV), ha sottolineato che il valore culturale rappresenta anche un fattore chiave di competitività e posizionamento per i vini europei sui mercati internazionali. Affrontando la dimensione del consumatore, Sandro Sartor, Presidente di Wine in Moderation, ha evidenziato l’importanza del contesto culturale nel plasmare la percezione del vino e nel promuovere un approccio più equilibrato e responsabile al consumo.

 

La discussione ha inoltre approfondito la necessità di rafforzare il riconoscimento internazionale della cultura della vite e del vino al di là dei confini nazionali. In questo contesto, i partecipanti hanno sottolineato il ruolo potenziale di organizzazioni internazionali quali l’UNESCO e la FAO, insieme all’OIV, nel sostenere iniziative volte a preservare e promuovere questo patrimonio globale condiviso.