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20 Novembre 2019 — Sicurezza e salute

Nuove prospettive per la tracciabilità e l'autenticazione dei vini

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La 7ª edizione di Wine Track® è stata un'occasione unica per gli scienziati per discutere sulle tecniche e gli strumenti che contribuiscono a garantire la tracciabilità e l'autenticità dei prodotti vinicoli.

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Il 15 novembre 2019, oltre 200 persone hanno partecipato alla 7ª edizione di Wine Track®, organizzata a Reims, Francia.

Posto sotto l'alto patrocinio dell'OIV, questo convegno, organizzato congiuntamente dalla Société des Experts Chimistes de France (SECF) e dalla sezione Champagne-Ardenne dell’Union des Œnologues de France, si è dimostrata un'opportunità unica per gli scienziati per discutere sulle tecniche e gli strumenti che contribuiscono a garantire la tracciabilità e l'autenticità dei prodotti vinicoli, in particolare per quanto riguarda le contraffazioni e le frodi.

Il coordinatore scientifico dell'OIV Jean-Claude Ruf ha colto l’occasione per ricordare che l'OIV è da tempo impegnata in questo settore, in particolare attraverso la creazione di norme internazionali relative a:

  • la definizione dei prodotti,
  • le pratiche enologiche, in particolare relativamente alla sicurezza dei consumatori e alla conservazione del carattere autentico dei vini e delle loro qualità organolettiche,
  • le norme di etichettatura,
  • la definizione di norme per la tracciabilità,
  • la definizione di norme analitiche per il controllo di tale tracciabilità e origine.

I sistemi di tracciabilità e di autenticazione necessitano di un importante livello di fiducia tra gli operatori, in particolare nei sistemi di blockchain, e non possono prescindere da un buon livello di interoperabilità tra i sistemi.

Per ciò che riguarda l'autenticità, sebbene i metodi di analisi degli isotopi leggeri rimangano ampiamente utilizzati, le analisi di isotopi non tradizionali, degli elementi in tracce, consentono di dimostrare che ciascun vino possiede una propria codifica isotopica naturale. Inoltre, anche altri isotopi, quali quelli dell'azoto, possono servire da marcatori geografici.

Infine, metodi ablativi laser non aggressivi consentono di individuare la contraffazione analizzando il contenitore, in quanto anch'esso possiede una firma chimica specifica.

Risulta quindi che i diversi metodi, quali l'analisi degli isotopi stabili o di alcuni isotopi leggeri, insieme alla determinazione degli elementi in tracce e all'analisi protonica, sono tutti strumenti complementari che aprono nuovi orizzonti e prospettive nell'ambito della tracciabilità e dell'autenticazione.

Jean-Claude Ruf OIV. Wine Track® 2019

© Foto : R. Lartigue - Toppan Europe